
47 anni, laurea in Economia e Commercio, Fabio Benasso è entrato in Accenture nel 1984 e da settembre 2006 è Amministratore Delegato. Gli abbiamo chiesto di delineare gli obiettivi e le priorità per lo sviluppo della società nei prossimi anni, e di spiegarci come Accenture si muove sui temi della crescita delle persone. Con uno sguardo sugli Alumni.
Nel 1984 Fabio Benasso è entrato in Accenture, dove si è approfonditamente occupato di progetti in area amministrazione, finanza e controllo, lavorando nei diversi settori di mercato. Nel 2000 ha assunto la responsabilità dei servizi “Finance e Performance Management” e ha progressivamente ricoperto ruoli sempre più importanti, a livello nazionale ed internazionale, nell’area Products — la Business Unit che segue tutti i clienti “Industria, Servizi e Distribuzione” — fino ad approdare due anni fa alla guida della business unit in IGEM (l’area geografica che include oltre all’Italia, i Paesi dell’est Europa, la Russia ed il Middle-East).
Dal settembre 2006 è al vertice della società, raccogliendo il testimone da Gianfranco Casati, che ha assunto un nuovo e prestigioso incarico a livello mondiale, diventando Responsabile Mondiale Products.
1. Come vedi il tuo nuovo ruolo di Amministratore delegato di Accenture Italia? Quali obiettivi? Quali priorità?
Essere alla guida di una grande organizzazione con migliaia di dipendenti è certo un ruolo gratificante: credo però che la vera responsabilità sia di interpretarlo in logica di servizio, nei confronti dei nostri clienti ma anche dei professionisti che lavorano in Accenture.
In questa logica, sicuramente è fondamentale mantenere uno sviluppo sano, strutturale ed etico dell’azienda, come premessa per qualunque altro successivo passaggio.
In termini di obiettivi, lavorerò per rafforzare l’identità delle nostre tre linee di servizio che, seppur all’interno di un’unica strategia aziendale, comportano sfide diverse: rinvigorire la consulenza di direzione, che è connessa alla nostra matrice storica; valorizzare la leva tecnologica, esaltandone la capacità di generare innovazione e competitività; rafforzare i servizi di medio-lungo termine alle imprese, servizi che stanno acquisendo importanza crescente come componente del sistema-Paese, dove l’Italia può esprimere grandi capacità autonome ma anche attirare risorse dall’esterno, per creare valore e prospettive professionali.
Tutto questo sarà possibile mantenendo un dialogo costante con il mercato: incontrare i manager delle aziende e confrontarmi con loro continuerà ad essere una priorità, per capire come supportare al meglio le loro strategie di sviluppo, come affrontare le loro sfide più importanti, verificando tutte le possibili sinergie.
In questa nuova avventura non sarò solo: 7.000 professionisti, ben preparati e focalizzati sulle esigenze del cliente, rappresentano la “squadra” con cui ho il privilegio e il piacere di lavorare.
2. Qual’è secondo te il contributo che oggi Accenture può dare alle imprese?
Accenture ha l’aspirazione, ma anche la capacità, di affiancare le aziende italiane nella competizione sul mercato.
Vogliamo aiutarle a rinnovarsi e a rafforzarsi, a costruire una proposizione di business distintiva e — partendo da questa — a creare le competenze e le capacità in grado di sostenerla e realizzarla. La nuova ondata di tecnologie, già oggi disponibili (broadband, mobilità, etc.), offre alle imprese un’opportunità unica di ripensare il proprio modello di business e creare delle proposizioni di servizio uniche e distintive per acquisire un vantaggio competitivo tale da rafforzare e sostenere la loro leadership sul mercato.
Possiamo anche dare un importante contributo aiutando a formare una nuova generazione di manager. La nostra azienda assume migliaia di laureati all’anno e li forma professionalmente, esprimiamo talenti e cervelli che possono dare un importante contributo non solo da noi, ma anche in altre aziende.
Infine, penso che Accenture, come azienda italiana, gestita da un management italiano con proiezione internazionale, possa oggi dare un contributo significativo a progetti paese e a iniziative a largo spettro, non solo come fornitore di servizi, ma anche come parte integrante e come generatore e stimolatore di processi strutturali nel paese.
3. Oltre vent’anni di carriera in Accenture: qual è il tuo bilancio in termini di arricchimento professionale e personale?
Crescere professionalmente in Accenture ha significato imparare ad affrontare sfide continue, gestire differenti problematiche e specificità di mercato, lavorando per grandi clienti nei diversi settori, affiancandoli in processi finalizzati ad attuare e rendere operative le loro strategie di cambiamento.
Parallelamente ho avuto l’opportunità di ricoprire incarichi di responsabilità in Accenture, in Italia e a livello internazionale, mentre la società andava evolvendosi e ampliandosi, divenendo da società di consulenza un’azienda di servizi integrati di consulenza di direzione, IT e servizi di terziarizzazione.
È stato, ed è tutt’oggi, uno straordinario stimolo intellettuale e professionale che spinge a rinnovarsi e ad ampliare le proprie competenze orientandole verso nuove soluzioni, abbinando la conoscenza specialistica ad un’approfondita esperienza nelle aziende clienti.
4. Come si posiziona l’Associazione Alumni all’interno del mondo Accenture?
L’Associazione Alumni è nata per rinsaldare e dare continuità alle relazioni con i nostri ex-colleghi, cui ci lega una comune matrice manageriale e di cultura aziendale. Dopo soli 2 anni di attività possiamo annoverare oltre 1800 iscritti e un numero crescente di iniziative, realizzate grazie anche al prezioso contributo degli Alumni stessi. Uno degli obiettivi principali dell’Associazione è sicuramente quello di creare opportunità di confronto e aggiornamento professionale: a questo proposito ritengo che una delle iniziative più interessanti sia il programma Carriere, che è già stato avviato e che dimostra l’impegno costante nel favorire la crescita professionale e imprenditoriale degli Alumni, continuando ad alimentare la grande tradizione di Accenture come scuola di management presso la classe dirigente italiana.
L’elevata professionalità e numerosità degli iscritti, insieme ai programmi sviluppati, rendono la nostra Associazione una realtà importante nel panorama economico italiano. Posso senz’altro confermare quindi il continuo impegno di Accenture nel garantire il miglior supporto possibile affinché l’Associazione Alumni cresca ulteriormente e venga riconosciuta non soltanto dai suoi associati, ma più in generale dal mercato come un benchmark di successo.
Ultima posizione inserita
il 29 giugno 2010.